Influencer: facciamo chiarezza

In diversi articoli ne abbiamo già parlato. Sia per il “rumore” che essi creano sia per l’attenzione e influenza che ottengono dal pubblico.

Lavori prestigiosi o movimenti sociologici? Facciamo chiarezza sull’influencer in termini pratici.

Vi racconto la mia verità: sto studiando per diventare sempre più grande nel mio settore. Per questo motivo vi pubblicherò anche degli articoli su questi argomenti. Direi che possiamo iniziare a comporre i tasselli dell’identikit dell’influencer perfetto.
Da amanti di comunicazione, social media e pubbliche relazioni (oggi anche chiamate digital PR) non potevamo non scorporare l’argomento per estrapolare le metriche con le quali stabilire chi possa essere definito o meno influencer.
Per cui entriamo subito nel vivo dell’argomento.

CHI SONO?
E’ facile incappare nell’errore di considerare qualcuno una persona influente e determinante per una cerchia sociale quando in realtà non lo è. Non tutti insomma possono essere definiti influencer solo perché sono particolarmente abili a racimolare followers o likes. Si è Influencer doc solo se si ha il potere di amplificare pareri, messaggi, opinioni, andando così a dare consigli agli utenti, quelli veri, su cosa indossare, cosa mangiare, come allenarsi, che mete scegliere per le vacanze e così via.

INFLUENCER SIGNIFICATO:
Può diventare influencer chiunque sia dotato di una particolare abilità sui social, pur partendo da una base di totale anonimato, diventando nel tempo una personalità di spicco, con un’enorme capacità persuasiva sui propri seguaci sugli argomenti da esso trattati.

 

 

INFLUENCER: FACCIAMO CHIAREZZA SULL' ARGOMENTO

 

CATEGORIE DI INFLUENCER
Esistono tantissime tipologie differenti di influencer racchiuse in:

Celebrities
Experts e leaders
Bloggers e content creators
Micro Influencers

Diversi siti ci fanno capire la differenza e la categorizzazione degli influencer in base al numero di follower ma non solo:

Specializzato nelle recensioni (da 1-1000 followers), parliamo di quegli influencer che si limitano per lo più ad attività di recensione poco o per nulla remunerate.

Brand Advocates (da 1 a infiniti followers), questi sono amanti di un brand specifico e farebbero di tutto, anche pubblicare contenuti a scopo adv gratis.

Micro Influencers (da 1.000 a 20.000 followers), come dire, sono piccolini ma si impegnano molto nel promuovere il brand, elaborando contenuti interessanti sui social classici e su YouTube.

Influencers di professione (da 20.000 a 100.000 followers), che per la loro conoscenza del settore specifico si pongono come veri esperti altamente affidabili per i followers.

Macro Influencer (da 100.000 a 300.000 follower), sono i veri campioni del settore poiché sanno comunicare e influenzare, pur rimanendo sempre molto eleganti e naturali.

Celebrity (300.000 a salire) che viaggiano su di un altro pianeta, essendo gli unici che traggono la loro popolarità da ambienti diversi dai social e che utilizzano questi canali solo come mezzo di comunicazione.

QUANTO GUADAGNANO?
La domanda che si pongono tutti è infatti sempre questa : ma quanto guadagnano questi “influenzatori”?
E soprattutto, per chi ne vuole fare un vero e proprio lavoro, è abbastanza da potersi mantenere facendo unicamente post sui social? La risposta è SI.

 

 

Una nota agenzia americana, la quale funge da intermediaria tra chi pubblicizza e chi paga, una qualsiasi azienda medio grande può arrivare a offrire fino a 75.000 dollari per un post su Instagram ad un profilo con un bacino di circa 7 milioni di follower: e non finisce qui miei cari, perché oltre a portarsi a casa questi bei soldini, l’influencer di turno si porta dietro anche il vestito, il profumo, le scarpe, l’accessorio, insomma il prodotto che sta pubblicizzando nel post. Tutto strafigo fin qui; ma voi ve la ricordate la sfuriata contro gli influencer di qualche tempo fa? Stiamo calmi; con il tempo infatti si è regolamentato un pò tutto attualmente deve essere necessariamente esplicitato, tanto che se ci fate caso in tutti i post di questo genere che vengono pubblicati sui principali social media, appare la scritta “Paid partnership with…” o “Sponsorizzato da….” con il nome del brand che sponsorizza il post. Precisiamo, di furbetti ce ne sono ancora molti, ma diciamo che la volontà delle piattaforme social è quella di non ingannare l’utente rendendogli noto quando il post è frutto di una sponsorizzazione e quando non lo è.

 

SUDDIVISIONE DEGLI INFLUENCER IN BASE AL SETTORE MERCEOLOGICO
Ovviamente ognuna delle macro categorie che scegliamo, richiede una professionalità non indifferente. Se c’è infatti un rovescio della medaglia in questo lavoro è che non ci si può improvvisare esperti. Per raggiungere i numeri, di followers e di guadagni, si deve davvero avere qualcosa di serio e ben strutturato da comunicare ai propri seguaci. La loro fiducia non la si compra con poco ma va guadagnata a suon di post ben fatti, utili e significativi.
Ma in cosa vale la pena specializzarsi? Vogliamo parlare di moda? Vogliamo specializzarci nel fitness, travel beauty o food? Anche qui non si scherza quanto a competizione; oppure vogliamo tentare strade poco, si fa per dire, battute, diventando hi-tech influencer o marketing influencer? Le possibilità sono infinite e tutto sta nel capire come poter risultare unici e affascinanti, sempre tenendo fede al proprio stile personale, come ad un primo appuntamento insomma, noi de l’arte della seduzione dobbiamo fare una parentesi visto che trattiamo le medesime tematiche. Fare come al primo appuntamento… ” Non occorre inventarsi niente per piacere di più, magari sono proprio i difetti a renderci sexy ed unici…”

 

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